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06 agosto 2026 · Normative · 6 min

Prova di carico gru: cos’è, quando serve e come si svolge

Cos’è la prova di carico e perché è un atto distinto La prova di carico è il test con cui si verifica, applicando fisicamente un carico alla gru, che la[...]

Prova di carico gru: cos’è, quando serve e come si svolge

Cos’è la prova di carico e perché è un atto distinto

La prova di carico è il test con cui si verifica, applicando fisicamente un carico alla gru, che la struttura e i dispositivi di sicurezza rispondano come previsto. Non va confusa con il collaudo nel suo complesso o con la verifica periodica: è una delle prove che questi controlli comprendono, ma ha una metodologia e riferimenti tecnici propri.

A differenza del controllo visivo o della verifica documentale, misura una risposta fisica reale: la struttura regge il sovraccarico senza deformarsi in modo permanente, i fine corsa arrestano il movimento, il limitatore blocca i movimenti quando deve.

Il quadro normativo: due regimi diversi

Gru “storiche”: il D.M. 9 agosto 1960

Per le gru immesse sul mercato prima del regime CE, il riferimento resta il D.M. 9 agosto 1960 (“Modalità per l’effettuazione delle prove di carico”), richiamato dal D.M. 12 settembre 1959 sull’omologazione degli apparecchi di sollevamento. Il decreto fissa il carico di prova come portata dichiarata aumentata del 25% per le autogru, del 20% per le gru a torre e del 10% per gli altri apparecchi (gru a ponte, monorotaie), da applicare con la gru nella posizione di massima altezza e sbraccio. Le prove vanno ripetute ogni volta che cambiano in modo sostanziale le caratteristiche dimensionali, strutturali o di servizio della gru (punto 5 del decreto).

Gru marcate CE: direttiva macchine e norme UNI EN

Per le gru CE la Direttiva Macchine 2006/42/CE impone al fabbricante di verificare, anche tramite prove, che la macchina sopporti gli sforzi previsti. Le norme di prodotto applicative, la UNI EN 12999 per le gru caricatrici su autocarro e la UNI EN 13000 per le autogru mobili, definiscono le prove statiche e dinamiche da eseguire prima della messa in servizio. La letteratura tecnica che applica queste norme insieme alla UNI EN 13001-2 (progettazione strutture gru) indica come riferimento un carico di prova statico pari ad almeno il 125% del massimo carico sollevato e un carico di prova dinamico pari ad almeno il 110%.

Convivono quindi due famiglie di valori: le percentuali del 1960 per le gru non CE, e il rapporto 125%/110% delle norme UNI EN per le gru moderne. Non sono la stessa cosa e non vanno confuse tra loro: quale delle due si applica dipende dal regime sotto cui la gru è stata immessa sul mercato.

Quando è obbligatoria

La prova di carico non riguarda solo la prima messa in servizio. Ricorre in questi momenti:

  • Alla prima verifica: ai sensi del D.M. 9 agosto 1960 per le gru non CE, nel collaudo del fabbricante per le gru CE
  • Nelle verifiche periodiche successive, dove il D.M. 11 aprile 2011 (Allegato II) richiede comunque prove di funzionamento dell’attrezzatura e di efficienza dei dispositivi di sicurezza, eseguite a carico nominale nelle configurazioni più gravose
  • Dopo una riparazione strutturale o una modifica che altera le caratteristiche dimensionali o di servizio della gru
  • Dopo un declassamento della portata nominale, per convalidare i nuovi limiti

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Come si svolge: la sequenza della prova

Prova statica

Con la gru nella configurazione più gravosa, si applica il carico di prova (con o senza sovraccarico, a seconda del regime normativo applicabile) e lo si mantiene sospeso per un tempo definito, 15 minuti nella prima verifica secondo il D.M. 9 agosto 1960. Per le gru a ponte e le monorotaie si misura la freccia di deformazione elastica, che deve restare entro i limiti previsti per il tipo di trave, tipicamente tra 1/750 e 1/1000 della luce, e tornare a zero al rilascio del carico: una deformazione permanente comporta l’esito negativo della prova.

Prova dinamica

Superata la prova statica, si eseguono i movimenti di lavoro, sollevamento, rotazione, traslazione, con il carico di prova, verificando il funzionamento di fine corsa, limitatori di carico e di momento e dispositivi anti-deragliamento. Si testano anche gli arresti improvvisi, per controllare la tenuta dei fine corsa sotto il massimo momento inerziale previsto.

Cosa succede se l’esito è negativo

Se la prova rileva deformazioni permanenti, una flessione oltre i limiti ammessi o un funzionamento anomalo di fine corsa e limitatori, l’attrezzatura non la supera: il verificatore lo registra nel verbale e la gru va sospesa dall’uso. In caso di carenze gravi, il D.M. 11 aprile 2011 prevede che il soggetto verificatore trasmetta copia del verbale all’organo di vigilanza territorialmente competente. La gru torna in servizio solo dopo l’intervento correttivo, riparazione strutturale, sostituzione di componenti, ritaratura dei limitatori, e una nuova prova di carico con esito favorevole.

Prova di carico e vita residua: due controlli diversi

Vale la pena distinguere questo test dalla vita residua calcolata con l’indagine supplementare sulle gru con oltre vent’anni di servizio. La prova di carico è un accertamento immediato: misura la risposta meccanica della gru nel momento in cui viene eseguita. Il calcolo della vita residua è invece una stima predittiva basata sullo storico dei carichi e dei cicli di lavoro. Una gru può superare la prova di carico senza problemi e, sulla carta, avere comunque esaurito il margine di vita a fatica previsto dal costruttore: sono due controlli distinti, non intercambiabili.

Il ruolo delle officine del network CRG

Anche per la prova di carico vale la stessa distinzione di ruoli già vista per l’indagine supplementare: la firma del verbale spetta a INAIL per la prima verifica periodica, o ad ASL, ARPA o soggetto abilitato per le verifiche successive. Le officine del network CRG non sostituiscono questa funzione: predispongono l’area di prova, allestiscono le zavorre tarate, mettono a disposizione il personale qualificato per la movimentazione del mezzo sotto la direzione del verificatore ed eseguono i controlli strutturali preliminari e la taratura preventiva dei limitatori di carico.

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Domande frequenti

Le percentuali di sovraccarico sono uguali per tutte le gru?

No. Per le gru non CE il D.M. 9 agosto 1960 fissa percentuali diverse per tipologia: 25% per le autogru, 20% per le gru a torre, 10% per gli altri apparecchi. Per le gru CE si fa riferimento ai carichi di prova statico e dinamico previsti dalle norme UNI EN di prodotto applicabili al tipo di macchina.

La prova di carico si ripete a ogni verifica periodica?

Il sovraccarico previsto dal D.M. 9 agosto 1960 riguarda soprattutto la prima verifica e le verifiche straordinarie dopo modifiche o riparazioni. Nelle verifiche periodiche ordinarie successive, il D.M. 11 aprile 2011 richiede comunque prove di funzionamento e di carico, generalmente eseguite a carico nominale.

Chi decide se la prova è superata?

La valutazione e la firma del verbale restano in capo al soggetto titolare della verifica, INAIL o ASL/ARPA/soggetto abilitato, non all’officina che ha preparato la gru per la prova.

Prepararsi alla prova senza sorprese

Zavorre certificate, disponibilità del mezzo e degli stabilizzatori, taratura preventiva dei limitatori: la parte organizzabile in anticipo è spesso quella che fa la differenza tra una prova che si chiude in mattinata e una che si allunga per un imprevisto. Le officine del network CRG curano questa preparazione, in coordinamento con il soggetto abilitato incaricato della verifica.