Chi ha frequentato un corso PLE e ha in tasca l’attestato non è per forza abilitato su tutte le piattaforme dell’azienda. Il caso tipico è quello di chi gestisce macchine diverse: un cestello su autocarro che lavora su stabilizzatori, una piattaforma semovente a pantografo per gli interni. Si conducono in modo diverso, e l’Accordo Stato-Regioni le tratta con percorsi formativi distinti.
A complicare le cose ci sono le sigle 1A, 1B, 2A, 2B, 3A, 3B, che si incontrano spesso accanto al tema PLE e a volte vengono scambiate per “gruppi di abilitazione”. Non lo sono. Qui sono chiarite entrambe le cose: le abilitazioni vere e la classificazione della macchina.
Perché la PLE non ha un’abilitazione unica
L’obbligo nasce dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 (Rep. Atti n. 53/CSR), che individua le attrezzature per cui l’art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08 richiede una specifica abilitazione dell’operatore. Le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono trattate nell’Allegato III.
Il corso ha una parte comune e una parte pratica che cambia in base alla macchina. La parte comune comprende un modulo giuridico-normativo di 1 ora e un modulo tecnico di 3 ore. Poi l’operatore segue uno dei moduli pratici specifici, e il modulo scelto determina l’abilitazione che ottiene. Le abilitazioni sono tre:
- PLE che operano su stabilizzatori: modulo pratico di 4 ore (punto 3.1 dell’Allegato III);
- PLE che possono operare senza stabilizzatori: modulo pratico di 4 ore (punto 3.2);
- entrambe le tipologie: modulo pratico di 6 ore (punto 3.3).
Sommando i moduli, il corso dura 8 ore per le prime due abilitazioni e 10 ore per la terza.
Cosa cambia tra un modulo pratico e l’altro
Il programma dell’Allegato III descrive cosa si fa in ciascun caso. Per le PLE su stabilizzatori sono previsti i controlli prima del trasferimento su strada (assetto, presa di forza, struttura di sollevamento e stabilizzatori), la segnaletica da predisporre su strade pubbliche, il posizionamento degli stabilizzatori e il livellamento. Per le PLE che possono operare senza stabilizzatori la prova finale comprende invece la traslazione con l’operatore a bordo, oltre alle manovre di salita, discesa e rotazione. Il modulo da 6 ore copre entrambi i programmi.
Per ottenere l’attestato servono tre cose: il superamento della prova intermedia sui moduli teorici (almeno il 70% di risposte esatte), le prove pratiche finali del modulo scelto e una presenza pari ad almeno il 90% del monte ore.
Quali piattaforme usano i tuoi operatori?
Le sigle 1A, 1B, 2A, 2B, 3A, 3B: cosa sono davvero
Le sigle 1A, 1B, 2A, 2B, 3A e 3B descrivono la macchina, non l’abilitazione dell’operatore. Non compaiono nell’Allegato III: vengono dalla norma tecnica UNI EN 280, che classifica le PLE in base alla costruzione.
La lettera indica il gruppo:
- gruppo A: la proiezione verticale del centro della piattaforma resta sempre all’interno delle linee di ribaltamento, in tutte le configurazioni e alla massima inclinazione del telaio specificata dal fabbricante;
- gruppo B: tutte le altre PLE, nelle quali la proiezione verticale del baricentro del carico può cadere anche all’esterno delle linee di ribaltamento.
Il numero indica il tipo, cioè come avviene lo spostamento:
- tipo 1: lo spostamento è ammesso solo con la piattaforma in posizione di trasporto;
- tipo 2: lo spostamento con la piattaforma sollevata è comandato da un punto di controllo sul telaio;
- tipo 3: lo spostamento con la piattaforma sollevata è comandato da un punto di controllo sulla piattaforma.
Incrociando gruppo e tipo si ottengono le sei sigle. Una 1B, per esempio, si sposta solo con la piattaforma abbassata e può avere il baricentro fuori dalle linee di ribaltamento. La EN 280-2:2022 riguarda proprio le PLE di tipo 1 gruppo B dotate di apparecchio di sollevamento di carichi, cioè la configurazione gru più cestello: l’evoluzione della norma è spiegata nell’articolo su gru su autocarro e lavori in quota.
Sapere che una piattaforma è 3A o 1B non dice da solo quale abilitazione serva. L’Accordo ragiona sull’uso degli stabilizzatori, non sulla classe EN 280. Le sigle servono a capire come la macchina si sposta e come si comporta rispetto al ribaltamento.
Come capire quale abilitazione serve per la propria piattaforma
Il criterio è la macchina su cui l’operatore lavorerà. In via generale:
- la PLE lavora appoggiata su stabilizzatori, come un cestello montato su autocarro: serve l’abilitazione per PLE su stabilizzatori (punto 3.1);
- la PLE si sposta con l’operatore a bordo e può lavorare senza stabilizzatori, come una piattaforma semovente: serve l’abilitazione per PLE senza stabilizzatori (punto 3.2);
- in azienda ci sono macchine di entrambi i tipi e lo stesso operatore le usa tutte: conviene il percorso con modulo pratico da 6 ore (punto 3.3).
Prima di assegnare una PLE a un operatore, l’azienda dovrebbe fare due controlli: che tipo di macchina deve usare e quale tipologia di corso è indicata sull’attestato. Se la macchina lavora su stabilizzatori ma l’attestato riguarda solo PLE senza stabilizzatori, o viceversa, l’abilitazione non va considerata automaticamente valida.
Il primo documento da controllare è l’attestato dell’operatore: per il punto 5.3 dell’Accordo deve indicare la tipologia di corso seguito e il monte ore frequentato. L’Allegato III non descrive percorsi ridotti per passare da una tipologia all’altra. Il punto 4.2 dell’Accordo riconosce il modulo giuridico-normativo come credito formativo tra attrezzature simili, ma come integrare la formazione mancante lo valuta l’ente formativo sul caso specifico.
Per le PLE con caratteristiche diverse da quelle considerate nell’allegato, il punto 1.0 richiede comunque almeno una delle abilitazioni previste, fermi restando gli obblighi di formazione e addestramento specifici dell’art. 73, comma 4, del D.Lgs. 81/08. Con una macchina fuori dagli schemi, la domanda va fatta all’ente prima di assegnarla.
Cosa rischia chi opera con un’abilitazione diversa da quella richiesta
Un attestato per una tipologia che non corrisponde alla macchina usata lascia l’operatore, di fatto, senza abilitazione su quella macchina. Le conseguenze sono quelle di chi lavora senza patentino: responsabilità diretta del datore di lavoro, che ha l’obbligo di garantire formazione e addestramento adeguati e specifici, e posizione aggravata sul piano civile e penale in caso di infortunio. Il quadro è lo stesso descritto per l’abilitazione scaduta nell’articolo sull’aggiornamento PLE, a cui rimandiamo per il dettaglio.
Hai dubbi sull’attestato di un operatore?
Domande frequenti
Le sigle 1A, 2B, 3A sono scritte sull’attestato?
No. Tra gli elementi minimi dell’attestato il punto 5.3 dell’Accordo indica la tipologia di corso seguito e il monte ore frequentato. Le sigle sono della EN 280 e riguardano la macchina.
Con l’abilitazione per PLE su stabilizzatori posso usare una piattaforma semovente?
L’Accordo non prevede questa equivalenza: i moduli 3.1 e 3.2 sono distinti e il 3.3 esiste per chi deve usare entrambe le tipologie. Prima di assegnare la macchina conviene verificare con l’ente formativo.
Quanto dura l’abilitazione?
Cinque anni dal rilascio dell’attestato (punto 6.1 dell’Accordo), poi serve il corso di aggiornamento. Scadenze e modalità sono nell’articolo sull’aggiornamento PLE.
Il corso PLE nelle officine CRG
CRG eroga i corsi base e di aggiornamento PLE presso le officine del network, in conformità all’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. Il programma viene adattato all’attrezzatura che l’operatore dovrà effettivamente utilizzare, quindi in fase di richiesta conviene indicare quali piattaforme usa l’azienda (marca, modello, con o senza stabilizzatori).
Per chi ha già degli attestati e non sa se coprano le macchine in uso, l’Info-Point CRG aiuta a leggerli e a individuare il percorso corretto. I corsi disponibili sono nella pagina corsi gruisti e aggiornamento PLE.
